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Ultima sessione Consiglio regionale

 
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10/02/2010

Giorno del Ricordo

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01/02/2010
 
Cari Colleghi,

con l’odierna sessione si conclude l’ottava legislatura del Consiglio regionale della Liguria.
Non credo che sia questo il momento per fare un’analisi puntuale dell’attività svolta in questo quinquennio, sul quale ognuno potrà fare in coscienza le proprie valutazioni ed esprimere il proprio giudizio politico.
Permettetemi tuttavia, oggi, di rivolgere a voi tutti il mio più cordiale saluto e il mio più vivo ringraziamento per la collaborazione e il comune impegno che l’Assemblea ha espresso in questa legislatura, pur nella diversità dei ruoli di ciascuno di noi e di svolgere alcune brevi considerazioni.
E consentitemi in primo luogo di dire che in questi anni ho personalmente cercato di adempiere alla mia funzione di Presidente avendo come “stella polare”, come punto di riferimento principe, la garanzia delle prerogative di tutti i consiglieri, di maggioranza e di minoranza, e quelle tra Consiglio e Giunta , convinto assertore, quale sono, del principio generale del bilanciamento tra i poteri e del rispetto rigoroso del mandato elettorale.
Convinto, proprio per questo, che nell’ambito del vigente sistema maggioritario che prevede l’elezione diretta del Presidente della Regione, il punto di equilibrio tra legislativo ed esecutivo sia da conseguire costantemente senza cedere alla tentazione che Tocqueville ha definito “il dominio della maggioranza”, né a pratiche di interdizione che possono prevalere nella logica di “autotutela” delle minoranze.
E’ in questo quadro che ritengo giusto ricordare, con una punta di orgoglio e per merito di tutti, come in questa legislatura abbia trovato compimento la riforma del Consiglio regionale, di ispirazione “parlamentare”, tra le più avanzate d’Italia, da noi voluta non per presuntuosa vanagloria, ma per la natura “parlamentare” dell’Assemblea, in armonia e in applicazione con quanto prevede il nuovo titolo V della Costituzione e il nostro Statuto, entrato in vigore in questa legislatura.
Credo si possa dire che, per unanime disponibilità e consenso, il Consiglio può esercitare oggi le proprie funzioni con più forte autonomia, con strumenti e procedure che ne hanno di molto snellito l’attività, rendendo più pregnante il proprio ruolo e mi auguro più efficaci le decisioni, cercando di coniugare sempre responsabilità, rigore e trasparenza.
Credo si sia definita un’architettura bilanciata di norme che non hanno limitato il libero esercizio della dialettica democratica, il diritto-dovere della Giunta e della maggioranza a governare, ne quello, non meno importante, di proposizione e di controllo dell’opposizione.
Ognuno di noi, per le proprie competenze e con la propria peculiare visione, ha cercato di interpretare in modo libero il proprio mandato, ma condividendo insieme il principio di sussidiarietà e di leale collaborazione con le altre Istituzioni, con spirito di apertura alle istanze dei cittadini e delle comunità locali.
Abbiamo cercato di favorire il massimo dialogo con le Rappresentanze e gli Organi territoriali e nazionali, con personalità eminenti di grande valenza morale e culturale tra i quali mi piace qui ricordare il Dalai Lama e Andrea Riccardi fondatore della comunità di Sant’Egidio, e associazioni meritorie come l’UNICEF, la Gigi Ghirotti e la Consulta regionale dell’handicap, solo per citarne alcune tra esse.
Persuasi che da questo rapporto possa uscire rafforzato quel sentimento di comune appartenenza e di cooperazione, da cui può derivare una più salda fiducia nelle Istituzioni e una più solidale e forte tutela dei diritti di cittadinanza, come è stato sottolineato anche dalle massime Autorità dello Stato che ci hanno onorato della loro presenza: dal Presidente della Repubblica, ai Presidenti della Corte Costituzionale e in ultimo dal Presidente della Camera dei Deputati.
Con questo spirito il Consiglio, nel suo insieme, ha manifestato sempre disponibilità all’ascolto e alla ricerca di soluzioni dei problemi dei cittadini e dei lavoratori, in un momento economico e sociale assai difficile e complesso.
Come abbiamo ricercato con passione l’incontro e il confronto con gli studenti e le giovani generazioni sui grandi temi dei nostri tempi e della “memoria”, che ci auguriamo possa essere sempre di più “ memoria di una storia condivisa”: dalla tragedia dei lager nazisti a quella delle foibe.
Ma con gli studenti, da quelli delle scuole primarie alle secondarie superiori, abbiamo intessuto un dialogo fitto anche sui temi dell’oggi e del loro futuro: dalle problematiche connesse alla tutela dei diritti dell’infanzia alla cittadinanza europea, che è l’appassionante traguardo che li vedrà protagonisti nei prossimi anni.
Cari colleghi, come sappiamo sono stati anni nei quali la vita politica nazionale ha conosciuto fasi molto aspre, e certamente anche qui non sono mancati momenti di tensione e di scontro duro, frutto anche della passione politica che anima e surriscalda il dibattito, che non deve tuttavia far venir mai meno il rispetto reciproco e il senso della comune responsabilità.
E ciò mi auguro avvenga anche nella imminente campagna elettorale.

Il mio auspicio è che il nostro lavoro, in questi cinque anni, abbia contribuito ad accrescere la rappresentatività della nostra Assemblea, colmando, almeno in parte, il solco che spesso separa i cittadini dalla politica a tutti i livelli.
Un solco che sollecita ognuno di noi a non tornare indietro in logiche neocentralistiche, evitando chiusure autoreferenziali, favorendo al contrario le necessarie riforme istituzionali, richiamate anche nella recente seduta dedicata al 40° della nascita dell’ordinamento regionale.
Nel nostro quotidiano lavoro abbiamo cercato tutti, maggioranza e minoranza, di essere interpreti delle istanze dei cittadini della Liguria e di contribuire così al bene della nostra Regione.
Al di là delle scelte che i nostri concittadini si apprestano a compiere con le prossime elezioni, spero che l’Assemblea legislativa della Liguria possa continuare su questa strada, mantenendo alto il suo tradizionale prestigio.
Voglio, dunque, in questa occasione, rinnovare i miei sentimenti di gratitudine a tutti i consiglieri, ai Capigruppo e ai Presidenti di commissione, ai colleghi dell’Ufficio di Presidenza con i quali ho sviluppato un impegno unitario e condiviso, al Presidente della Giunta col quale vi è stata una collaborazione improntata sempre al rispetto pieno delle nostre specifiche responsabilità.
Inoltre mi preme ringraziare i dirigenti, i funzionari e il personale tutto del Consiglio, per la loro piena collaborazione e il loro prezioso supporto di elevata professionalità e dedizione, che ci ha consentito di svolgere al meglio il nostro compito.
Un ringraziamento tanto più doveroso in quanto il loro lavoro si è svolto senza soluzione di continuità, con organici molto al di sotto delle necessità e mentre procedeva una radicale riorganizzazione degli uffici tesa a rendere più efficace e razionale l’insieme dell’attività consiliare.
Cari colleghi,

Presiedere questa assemblea è stato per me un onore e spero di aver svolto questo ruolo con equilibrio e imparzialità.
Di più avremmo voluto fare, ma sono certo che ciò sarà fatto da chi assumerà le nuove responsabilità.
A tutti voi rinnovo il mio ringraziamento per l’onore e la fiducia che mi avete accordato, assieme ai miei migliori auguri per il futuro e per il bene di tutta la comunità regionale. Grazie.

 

 
 
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