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Intervista a Repubblica

 
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10/02/2010

Giorno del Ricordo

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06/02/2010
 
Compirà sessant'anni a marzo e ha scelto di ritirarsi dalla politica attiva: Mino Ronzitti rappresenta un'eccezione nel panorama ligure. Presidente uscente del Consiglio regionale che ha portato a compimento la riforma parlamentare dell' assemblea ligure, Ronzitti ha un lungo passato nel Pci, poi nel Pds di cui è stato coordinatore regionale e con cui ha esordito in consiglio provinciale diventando anche vicepresidente della Giunta.Il rapporto con i suoi "compagni" finisce quando comincia la strada che porta al Pd, partito a cui non ha aderito scegliendo l'Unione a sinistra.

Quando ha deciso di farsi da parte?

"Molto tempo fa: per due ragioni. La prima comincia quando è stato sciolto il Pds e io non ho trovato motivazioni convincenti per una mia adesione al Pd, nonostante avessi sempre sognato un moderno partito liberalsocialista di stampo europeo. Ma nel Pd non ho trovato quella cultura, almeno allora, quando il Pd è nato ed io ho scelto un'altro percorso a sinistra. Però tutto questo non l'ho visto neppure a sinistra in questa sorta di frammentazione a catena che produce microscissioni che a volte con la politica non hanno nulla a che vedere."

Lascia perchè non esiste una forza politica che rispecchi le sue convinzioni più profonde?

"Lascio anche per questo. E poi perchè ho sempre ritenuto che la politica dovesse essere vissuta come partecipazione collettiva e che, salvo eccezioni, i mandati istituzionali non possano essere più di due perchè si tende ad adagiarsi e poi perchè, nelle fasi di passaggio come questa, bisogna promuovere una nuova classe dirigente".

Si dice sempre: largo ai giovani. Poi non lo fa nessuno. O quasi...

"Nuovo non è solo un dato anagrafico perchè vedo molti giovani che scelgono la politica come professione. Però quando uno come me ha alle spalle una lunga vita politica è giusto che faccia un passo indietro. Si può recuperare una dimensione umana in cui i valori dell'impegno politco e civile possano vivere una nuova stagione: ci si può impegnare in tanti modi".

Sta dicendo che da marzo lei va ai giardini a leggere il giornale?

"Io non ho chiesto nulla e nulla mi è stato offerto. Non sarò più disponibile ad avere responsabilità in nessuna formazione politica, anche se non posso nascondere di guardare con grande fiducia ad una evoluzione del Pd che dovrebbe essere in grado, oggi, di ridefinire la propria missione. Deve saper essere un soggetto che si apre alla società, ma proprone processi di partecipazione veri".

In campagna elettorale cosa farà?

"Sosterrò Burlando: non mi impegno in prima persona, ma non rinnego la mia storia e le mie convinzioni. E sosterrò il Presidente del Muncipio della Valpolcevera che è un buon esempio delle persone che hanno vissuto i problemi tra la gente e possono dare il loro contributo in assemblee che rischiano di vivere in modo stanco il loro mandato".

da Repubblica - Il Lavoro di sabato 6 febbraio 2010

 

 
 
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