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10/02/2010

Giorno del Ricordo

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24/04/2010
 
Autorità,

la solenne celebrazione del 65° anniversario della lotta di liberazione nazionale mi offre l’opportunità, particolarmente gradita, di poterVi rivolgere alcune brevi parole di saluto e di ringraziamento al termine della mia esperienza di Presidente dell’Assemblea legislativa regionale.
In questi anni di intenso e spero proficuo lavoro, ho avuto modo di apprezzare appieno, sia pure nella specificità dei rispettivi ruoli, il forte senso delle Istituzioni che ha animato sempre il nostro comune impegno, al servizio della comunità, radice prima di quella leale collaborazione che, tra di noi, lo dico con una punta di orgoglio legittimo, non è mai venuta meno.
Sono particolarmente onorato di poterlo affermare in questa sala, che fu testimone della prima pagina di storia di un’Italia finalmente libera, scritta con il contributo di molti, civili e militari, nei lunghi mesi della Resistenza, ma concretizzatasi qui con un patto tra uomini prima ancora che con la firma di un atto di resa tra combattenti, come fu per i tanti che animarono il primo Risorgimento, di cui celebreremo il 150° anniversario.
In queste stanze prendeva forma per la prima volta una nuova coscienza civile, trovava conferma e legittimazione quell’ideale democratico che avrebbe portato di li a pochi mesi alla rinascita del Parlamento, per diventare infine valore fondante della Repubblica.
Dal sacrificio di tanti giovani combattenti per la libertà e animati da principi di giustizia, eguaglianza e libertà, i Padri costituenti gettarono le fondamenta della nuova Italia.
Principi e valori sanciti in Costituzione diventavano identità comunitaria, rispetto delle diversità e volontà di dialogo e di confronto, lealtà istituzionale, dovere di solidarietà, etica della responsabilità.
Di questo spirito si sente forte il bisogno ancor più oggi, nel clima politico troppo spesso rissoso e sterile dei nostri giorni, alimentato, non poco, da una informazione non di rado gridata e deteriorata nella propria deontologia professionale.
Trovo giusto per questo sottolineare come, nel corso di questi anni, i nostri rapporti siano sempre stati orientati al reciproco rispetto e alla leale collaborazione, come ritengo sia doveroso per chiunque ricopra cariche pubbliche.
Cari amici,

In Voi tutti ho trovato interlocutori sempre disponibili e di grande sensibilità istituzionale e umana, e ciò mi è stato sempre di incoraggiamento, di sprone e di conforto.
Ora, nel lasciare l’incarico di Presidente del Consiglio regionale, nel rivolgerVi il mio cordiale saluto insieme ai sentimenti di gratitudine, desidero accompagnare l’auspicio sincero per un futuro che veda sempre al primo posto l’impegno comune nella ricostruzione di quello spirito della Res-publica a cui, tante volte, ha fatto appello il Capo dello Stato.
Mi è caro infine proprio qui, oggi, consegnare un doveroso riconoscimento a Salvatore Presenti che ha lasciato l’incarico di Questore di Genova alcune settimane fa.
Anche a Lui a nome dell’Assemblea rinnovo il nostro ringraziamento e la nostra stima: li rinnoviamo all’uomo e al servitore dello Stato che ha sempre operato con discrezione, dedizione, lontano dai riflettori, che troppo spesso anziché illuminare il cammino abbagliano le menti.
Salvatore Presenti non ha mai sofferto di protagonismo, ma alle rare parole ha fatto seguire sempre scrupolosamente l’impegno rigoroso per tutelare un bene primario quale è la sicurezza dei cittadini.
Per questo gli siamo riconoscenti e mi pregio donargli il sigillo d’argento dell’Assemblea regionale, che in questo luogo, così simbolico, abbiamo avuto il piacere e l’onore di consegnare al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e all’ambasciatore di Germania Michael Steiner.

 

 
 
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